sabato 5 novembre 2016

ANCORA SU SAN LORENZO

Una necessaria premessa
 
Una lunga storia di tentativi falliti di riutilizzo del complesso di San Lorenzo precede l'ultima iniziativa di rilancio e di sensibilizzazione sul possibile destino del monumento: la tavola rotonda del 16 ottobre 2016 organizzata dal FAI, in collaborazione con il Comune di Pistoia e la competente Soprintendenza, di cui più oltre è registrata la cronaca e il contenuto degli interventi.
In epoca post-unitaria, chiesa e convento furono soppressi e demanializzati. In particolare, dopo un consistente intervento di adattamento pesantemente invasivo, l’intero complesso fu destinato a Caserma e Distretto militare. Divenuto rifugio di sfollati durante l'ultima guerra mondiale, dopo l’abbandono da parte del Demanio militare, esso è stato sede per un certo tempo di opifici e officine. In seguito, il Comune di Pistoia ha fatto uso del convento, del chiostro grande e della chiesa come Cantieri comunali e deposito dei più disparati arredi ed oggetti di diversa provenienza. L'ipotesi di destinare l'ex-chiesa come nuova sede dell'Archivio di Stato di Pistoia, delineatasi nel corso degli anni Ottanta del Novecento, riportò interesse sul complesso, oramai in stato di abbandono, e fece affluire un consistente stanziamento per il restauro dell’edificio principale. Si resero necessari studi storici sulla struttura architettonica del complesso ed un rilievo scientifico dell’area dove si doveva intervenire con le opere di consolidamento e adeguamento. In questo contesto, presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze, Cristina Cerrato, Giuliano Feola e Camilla Maffei, coadiuvati dal correlatore Prof.Pietro Ruschi, proposero al prof.Lorenzo Nizzi Grifi, del Dipartimento di Storia dell’Architettura e Restauro delle Strutture Architettoniche, disciplina di Consolidamento e Adattamento degli Edifici, una tesi di laurea sul complesso di San Lorenzo, che prevedeva, oltre ad un’approfondita indagine storica, un accurato rilievo della ex-chiesa e dell’adiacente porzione di chiostro, compiuto fra il 1987 e il 1988. La tesi, dal titolo San Lorenzo a Pistoia: da chiesa ad archivio, proposta di adattamento e consolidamento, fu discussa il 14 luglio 1989.
Nello stesso periodo, operata la divisione della proprietà tra il Comune di Pistoia, a cui fu assegnato il convento, ed il Demanio, che prese in carico in maniera esclusiva l’ex-chiesa, si attivarono anche le indagini storico-architettoniche e strutturali da parte della competente Soprintendenza, in vista del prospettato utilizzo della ex-chiesa. Una sintesi dei risultati dell'indagine, condotta dall’Arch.Giorgio Pappagallo, fu edita nel 1992, così come il rendiconto del parallelo studio del gruppo universitario degli studenti del prof.Lorenzo Nizzi Grifi, a cura della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pistoia.
Durante i necessari interventi di consolidamento strutturale e di ripristino delle coperture della ex-chiesa, vennero anche rinvenuti sotto gli intonaci numerosi, pregevoli affreschi tre-quattrocenteschi; altri riemersero più tardi, all'inizio degli anni Duemila. I rinvenimenti pittorici, che ricoprivano buona parte delle pareti interne dell’aula, rivelarono inopportuna e difficilmente praticabile la destinazione d'uso prospettata. In attesa di ulteriori fondi e di un nuovo progetto di riutilizzo, fu attuata la sola fermatura delle superfici pittoriche e il solo restauro conservativo dei dipinti. Anche di essi venne data notizia in apposite pubblicazioni. Durante i restauri dell'ex-chiesa, la Soprintendenza ritenne opportuno procedere anche nell'attiguo convento (nel frattempo liberato dal materiale eterogeneo ivi depositato) a qualche intervento dei più urgenti con gIi ultimi fondi a disposizione: come la copertura di alcuni tetti delle volte del chiostro grande e la sua parziale pavimentazione.
Il complesso, tuttavia, rimase chiuso e inaccessibile al pubblico; né furono formulati progetti di ulteriori destinazioni. Il piano urbanistico per il centro storico Pistoia (piano Cervellati) ne indicava come più opportuna la destinazione culturale-turistico-ricettiva. Tentativi di reperire risorse economiche per il riutilizzo del convento, affidati dal Comune di Pistoia a project-financing (che prevedevano tra l’altro la realizzazione al di sotto dell'intera piazza San Lorenzo di un parcheggio interrato a pagamento), non hanno avuto esito e sono stati abbandonati.
Il 3 ottobre del 2010 l'Associazione di volontariato culturale "Pistoia città di tutti" ha dedicato una giornata di studio, di dibattito pubblico e di conoscenza diretta al complesso monumentale di San Lorenzo, nel quadro della più ampia iniziativa di sensibilizzazione per Il patrimonio monumentale della città fra restauro, riuso e abbandono, dedicata in precedenza al complesso della SS. Annunziata e che successivamente avrebbe affrontato i problemi connessi al complesso monastico di S. Maria delle Grazie e alla sua chiesa rinascimentale.
Nella giornata del 3 ottobre 2010 fu possibile concordare con i competenti uffici comunali e con la Soprintendenza fiorentina l'apertura e la visita sia del chiostro conventuale sia della ex-chiesa. L'iniziativa ebbe uno straordinario successo (i visitatori furono in numero stimato fra 700 e 800 persone) e suscitò dibattiti in varie sedi cittadine, in quotidiani e riviste.
In conseguenza di ciò, il vivaista Miro Mati offrì al Comune di Pistoia, in vista di una possibile, sia pur episodica, apertura del chiostro ai cittadini, un arredo arboreo con piante autoctone e antiche azalee, per adornare il riquadro centrale del chiostro stesso, tutto attorno alla croce in ferro con basamento erettavi nei primi decenni del secolo XIX dai Cappuccini, che per qualche tempo hanno abitato il convento e officiato la Chiesa, prima della definitiva soppressione. Il "giardino nel chiostro”, qualche tempo dopo, venne solennemente inaugurato dall'attuale sindaco di Pistoia.
Ad oggi tuttavia, per mancanza di adeguata manutenzione (che avrebbe dovuto spettare al Comune) nel riquadro centrale 'a verde' del chiostro grande è rimasta, sul tappeto erboso, la serie discontinua delle piantine di bosso finora sopravvissute all'inclemenza delle stagioni; esse componevano il disegno convergente verso il centro con la croce in ferro, intorno alla quale ora restano solo alcuni rustici cespugli fioriti.
Come è stato possibile riscontrare nell'ultima apertura del complesso di San Lorenzo, promossa dal FAI nella domenica 16 ottobre 2016, risulta che la Soprintendenza è intervenuta all’interno dell’ex-chiesa demaniale con le necessarie opere per consentire un accesso in sicurezza dei visitatori. L'attiguo convento risulta invece interessato da un evidente degrado, soprattutto nelle coperture intorno al chiostro grande relative agli ambienti attigui, con consistenti infiltrazioni d'acqua che hanno in parte ammalorato intonaci e dipinti delle ali di sud-ovest.
Gli accessi agli ambienti interni del convento, non visitabili perché pericolanti, sono stati sigillati.
La quieta, ariosa e suggestiva bellezza 'rinascimentale' del grande chiostro del convento – che ancora, miracolosamente, sembra intatta e tuttora attira i visitatori – non è tuttavia che l'illusorio paravento (composto dalle pareti perimetrali campite dai luminosi intonaci, dalle eleganti volte, dalle proporzionate simmetrie delle strutture) che nasconde il degrado e l'oscura rovina degli ambienti retrostanti, dovuti all’assenza dei pur necessari interventi, per cui si prefigura il possibile collasso statico delle parti più fatiscenti, già individuabili con chiarezza.
Ad oggi, non sono previsti stanziamenti per il convento di San Lorenzo, per il venir meno di concrete prospettive  di destinazione d’uso dell’intero complesso, che possano arricchire il presente ed il futuro di Pistoia.
L’attuale assenza di orientamenti per misurarne un preciso ruolo - adeguato ai parametri delle delle opportunità ulteriori da offrire al destino della città contemporanea – segna, a nostro avviso, sia una temporanea lacuna nella programmazione urbana, da colmare con una lungimirante visione complessiva (nel costante adeguamento, peraltro necessario, alle attuali congiunture del vigente Piano urbanistico), sia un’oggettiva, per quanto probabilmente provvisoria, situazione di stallo. Superabile, ci auguriamo, anche con l’apporto di nuove idee e nuove prospettive, capaci di riaprire l’orizzonte anche ad ulteriori possibilità d’investimento economico, grazie a sinergie che ancora possano attivarsi.
L’odierna situazione del complesso di San Lorenzo, non particolarmente confortante, fa comprendere i generosi intenti che hanno mosso gli organizzatori della tavola rotonda del 16 ottobre 2016: che si tiene, non a caso, come sottolineatura non marginale della 'festa sociale' della nuova apertura dell'intero complesso monumentale, grazie alla spinta promotrice dei Giovani del FAI di Pistoia, d'intesa con la Soprintendenza.





 
Cronaca della tavola rotonda sul destino del complesso di San Lorenzo tenutasi domenica 16 ottobre 2016.

Domenica 16 ottobre 2016, dalle ore 10,30 alle ore 13,30, nella sala maggiore del Palazzo Comunale si è tenuta la tavola rotonda su La chiesa e il convento di San Lorenzo. Un monumento per la città di Pistoia, organizzata in coincidenza con la giornata FAI-MARATHON, dedicata per l'occasione all'apertura e alla visita del complesso conventuale, in collaborazione con il Comune di Pistoia e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.
Nel comunicato che presentava l'iniziativa si legge:
"La proposta del Fondo Ambiente Italiano – Gruppo FAI Giovani di Pistoia e Delegazione FAI di Prato e Pistoia – di dedicare il consueto appuntamento della giornata nazionale FAI MARATHON al complesso di San Lorenzo, aprendo ai visitatori, ai turisti e ai cittadini pistoiesi sia l'ex chiesa che la parte conventuale, costituisce una irrinunciabile sollecitazione nel riflettere insieme sulle condizioni di conservazione e sulle possibili prospettive di uso e di valorizzazione di questo monumento, che a partire dalla soppressione post-unitaria è rimasto sostanzialmente escluso alla disponibilità della città di Pistoia, nonché dei visitatori e degli studiosi, tranne alcune episodiche aperture e nonostante l'importanza della sua struttura architettonica e della sua decorazione pittorica.
La giornata è dunque l'occasione per mostrare a tutti sia la bellezza di questo complesso sia recenti studi sulla ex chiesa, e costituisce al tempo stesso l'occasione per un dialogo aperto tra amministratori, architetti, studiosi, docenti, associazioni di cittadini, e soprattutto con tutta la città, che consenta di prefigurare le forme con le quali l'eccezionale patrimonio artistico che connota la città storica possa continuare a svolgere la sua funzione di risorsa culturale e – perché no? – economica, nella costruzione del nostro futuro".
Alla tavola rotonda sono intervenuti: il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli; Andrea Pessina, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio; Laura Rovellotti Bonafede, Responsabile FAI per Pistoia della Delegazione di Prato e Pistoia; Andrea Bartolini, Responsabile del Gruppo FAI Giovani di Pistoia; Elisa Spilotros, Direzione del Servizio Governo del Territorio e Edilizia Privata del Comune di Pistoia; Maurizio De Vita, docente dell'Università degIi Studi di Firenze; Michele Paradiso, docente della medesima Università; Pietro Ruschi, docente dell'Università degli Studi di Pisa; Lucia Gai e Giuliano Feola, rappresentanti dell'Associazione di volontariato culturale "Pistoia città di tutti"; Gianluca Chelucci, console regionale del Touring Club Italiano; Maria Cristina Masdea e Valerio Tesi, funzionari competenti per territorio della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Quest'ultimo ha fatto da moderatore della tavola rotonda.

Il Soprintendente Andrea Pessina, facendo cenno all'attuale situazione che concerne il patrimonio monumentale e artistico italiano, per il quale sono venuti a mancare consistenti stanziamenti per gli interventi di consolidamento e restauro, ha individuato le nuove prospettive di riutilizzo che si sono aperte negli ultimi anni, con l'accresciuto valore dato alle risorse culturali del paese, ed ha fatto presente che ha potuto ottenere, per l'attuale giornata di apertura della ex chiesa di San Lorenzo, di proprietà Demaniale, un discreto stanziamento per la sistemazione e la messa in sicurezza dell'interno dell’edificio.
Nei successivi interventi i rappresentanti del FAI, Laura Rovellotti Bonafede per la Delegazione Prato-Pistoia e Andrea Bartolini per il Gruppo FAI Giovani di Pistoia, hanno ricordato le precedenti iniziative del FAI per la sensibilizzazione e la conoscenza diretta dell'importante monumento cittadino ed hanno sottolineato quanto anche l'attuale affluenza dei visitatori, accorsi numerosissimi, provi la 'presenza’ nella società cittadina di questo "luogo del cuore".
Elisa Spilotros, in qualità di Dirigente del Servizio Governo del Territorio e Edilizia Privata del Comune di Pistoia, con il suo breve e non circostanziato intervento sulle vicende urbanistiche del complesso, ha dimostrato sostanzialmente l'assenza di qualsiasi progetto in corso per il convento, nella non rassicurante prospettiva di dover contemplare anche l'eventualità di lasciar crollare ciò che deve crollare.
Diversamente, i docenti Maurizio De Vita e Michele Paradiso, dell'Università degli Studi di Firenze, hanno messo in rilievo il grande interesse culturale e strutturale del monumento, soffermandosi a considerare le originali soluzioni architettoniche adottate dagli ingegneri del Demanio Militare per la ristrutturazione del grande vano interno dell'ex-chiesa di San Lorenzo, e informando i presenti degli ulteriori studi seminariali e di un tema di laurea da loro assegnati sull'argomento.
Pietro Ruschi, docente all'Università degli Studi di Pisa, ha anch'egli rilevato l'importanza storico-monumentale del complesso conventuale agostiniano e le sue evidenti potenzialità, e reso noto lo studio seminariale da lui assegnato ad un gruppo di studentesse, conclusosi col rilievo dell'ex-chiesa.
Nessun complesso conventuale pistoiese, si osservava pertanto, pare sia stato tanto studiato, indagato e rilevato come quello di San Lorenzo, per quanto esso finora non sia parte attiva nella vita della città.
Ne erano eloquente testimonianza le tavole grafiche esposte nel chiostro grande di San Lorenzo in occasione della giornata di apertura, dove, fra i diversi rilievi, si facevano apprezzare quelli dedicati alla suggestiva ricomposizione unitaria dell'insieme di affreschi rinvenuti, su ciascuna delle pareti dell'ex-chiesa agostiniana. Tale materiale illustrativo è anche servito a giovani del FAI e ad altrettanto giovani universitarie e laureate per spiegare meglio ai visitatori la struttura dell'edificio e la sua situazione.
In seguito Giuliano Feola, dell'Associazione "Pistoia città di tutti", in qualità di co-autore di uno dei primi rilievi della ex-chiesa e dello studio storico completo sul complesso (materia della tesi di laurea discussa nel 1989 con il professor Lorenzo Nizzi Grifi della Facoltà di Architettura di Firenze e con il prof.Pietro Ruschi come correlatore) ha illustrato con un'efficace sintesi, corredata anche da preziose fotografie sullo stato dell'edificio prima del restauro, sia le vicende architettoniche del monumento dalle origini ai tempi nostri, sia in particolare le condizioni architettoniche attuali dell'ex-chiesa.
Nel seguente intervento Cristina Masdea, funzionario della Soprintendenza, ha presentato un’eloquente panoramica degli affreschi rinvenuti sotto gIi intonaci, precisando le modalità adottate per il solo restauro conservativo, e concludendo con la proposta di destinare l'ampio ambiente dell'ex-chiesa a suggestivo museo delle sculture di Marino Marini, che a suo parere per la loro grandiosità ben si adatterebbero a tale luogo.
Successivamente Lucia Gai, dell'Associazione "Pistoia città di tutti", ha brevemente fatto cenno all'interesse costante dell'Associazione per i beni culturali, artistici e architettonici pistoiesi: dimostrato con l'organizzazione, fra 2010 e 2011, di ben tre giornate di studio e di pubblico dibattito dedicate al tema: Il patrimonio monumentale della città fra restauro, riuso e abbandono, e in particolare ai tre complessi in disuso della SS. Annunziata, di S. Lorenzo e di S. Maria delle Grazie alias del Letto. Ha anche ricordato i dibattiti sorti in città, specialmente sul destino del complesso di S. Lorenzo, meglio conosciuto per l'occasione grazie ad una visita sia del convento che della ex-chiesa, resasi possibile grazie alla collaborazione del Comune di Pistoia e della competente Soprintendenza. In particolare, Gai ha menzionato, fra le opinioni e le proposte, quelle del noto studioso delle città europee Marco Romano e dell'altrettanto conosciuto urbanista pistoiese Giuliano Beneforti, sostanzialmente favorevoli a lasciar decidere, per la destinazione di simili beni, a chi ne volesse finanziare il recupero, e non propensi a prevederne – sempre e comunque – solo una destinazione 'culturale'.
Gai ha anche ricordato l'iniziativa del vivaista Miro Mati, il quale, colpito dalla grande bellezza del chiostro di San Lorenzo, ha offerto gratuitamente alla città, in vista di possibili, temporanee aperture al pubblico, l'arredo con piante verdi e fiorite del riquadro centrale esistente nel chiostro. Ultimamente, ha ricordato ancora Gai, l'Associazione ha organizzato, il 15 settembre 2015, con la presentazione del recente libro di Tomaso Montanari Privati del Patrimonio e con l'intervento dell'autore, una giornata dl riflessione e di dibattito pubblico sulle attuali prospettive di tutela e di gestione del patrimonio nazionale. L'incontro era di attualità anche per Pistoia, e per questo era stato invitato anche il sindaco: per conoscere il suo pensiero in merito (ma Bertinelli non aveva potuto essere presente, per altri impegni), dato che anche nella nostra città era stato inserito in un elenco di beni alienabili anche qualche importante complesso monumentale, che pertanto era suscettibile di vendita e futura alienazione a privati. Dopo l'interruzione, dovuta alla vivace reazione del sindaco (cui è stata data la parola per precisare che la presenza, nell'elenco dei beni alienabili di certi edifici comunali, non significava "metterli in vendita" – invitando la relatrice ad una maggior precisione terminologica ma operare con i previsti passaggi burocratici per poter trovare chi ne finanziasse un uso e un recupero positivo per la città, contestualmente esprimendo 'delusione' per la posizione assunta da Montanari), Gai ha potuto concludere con la proposta di considerare urbanisticamente rilevante il complesso di San Lorenzo, per le sue potenzialità culturali e turistiche, specialmente in considerazione della vicinanza con gli edifici del vecchio ospedale del Ceppo (di cui è iniziato il recupero 'culturale' e polifunzionale) e dell'ex-monastero e chiesa rinascimentale di S. Maria delle Grazie.
Peraltro, a suo avviso, un progetto di riutilizzo del San Lorenzo all'interno dell'asset strategico di quanto si trova nell'intera zona (da considerare complessivamente e non per parti cui dare destinazioni per così dire 'occasionali') non può che formularsi, nell'attuale situazione di crisi economica della città, riconsiderando senza schemi preconcetti il ruolo stesso di Pistoia entro il settore nord-occidentale della regione Toscana.
Ultimo ad intervenire, prima delle conclusioni del sindaco Samuele Bertinelli, è stato Gianluca Chelucci, console regionale del Touring Club Italiano, che ha sottolineato come gIi orientamenti generali sui beni culturali pubblici si siano rimodulati negli ultimi tempi, dato che la "cultura" è attualmente considerata apportatrice di benessere e crescita. Ha ricordato, a questo proposito, il recentissimo convegno LUBEC tenutosi a Lucca il 13 e 14 ottobre di quest'anno 2016. Qualcosa è cambiato: la cultura è benessere e crescita, cui ha partecipato anche il nostro sindaco, nel corso del quale è stato sottolineato il ruolo strategico degli attrattori culturali locali. Chelucci ha rilevato che anche a Pistoia “qualcosa è cambiato” negli ultimi anni, nell’intervallo tra la visita in San Lorenzo promossa dall’Associazione “Pistoia città di tutti” nel 2010 e l’attuale organizzata dal FAI: come dimostrano le iniziative, di ampio investimento da parte di soggetti pubblici e privati, dei “Dialoghi sull’uomo”, di “Leggere la città” etc. e la stessa designazione di Pistoia come “Capitale italiana della cultura 2017”, cui ha fatto riscontro un crescente interesse per la città e la nascita di nuove strutture turistico-ricettive.
Si è dunque passati, per il complesso di San Lorenzo, dall’evocazione del “libro dei sogni” (rispetto al quale si considerava inattuabile qualsiasi progetto di utilizzo di grande respiro), alla sottolineatura del concetto di “bene comune”, a quello, attuale, di opportunità sotto il profilo del Welfare culturale e turistico.
Perciò la valenza di San Lorenzo, nella sua unicità, si delinea oggi sia come irripetibile risorsa strategica nel contesto cittadino sia come elemento attrattivo su ampia scala (regionale e oltre). Il destino di San Lorenzo, dunque, non appartiene, in questa prospettiva, solo a Pistoia, ma merita strategie di lungo periodo da parte di enti programmatori di livello superiore.
In definitiva si tratta di un nuovo orientamento alla luce del quale riesaminare, più in generale, anche il ruolo possibile da assegnare ai complessi monumentali in disuso a Pistoia e altrove, in qualità di potenziali fattori di crescita – non solo cuIturale, ma anche economica per l'indotto conseguente – tali da rendere 'convenienti' anche gli investimenti relativi (con sinergie pubblico-privato) necessari al recupero e alla rifunzionalizzazione. Solo un'accorta progettazione urbanistica delle 'funzioni' da assegnare ad ognuno di questi edifici di pregio dismessi, con la massima partecipazione dei cittadini, ha concluso Chelucci, può evitare distorsioni ‘localistiche’ di prospettiva e di valutazione. Perché anche Pistoia può essere davvero il luogo dove si realizza a pieno titolo il Welfare culturale auspicato.
Un ampio giro d'orizzonti da parte del Sindaco Bertinelli su prospettive, criticità e attese in merito agli interventi finora programmati e in via di attuazione a Pistoia – fra cui la destinazione come co-housing per anziani, persone con problemi abitativi, altre con bisogni sociali simili, dei complessi attigui delle Crocifissine e dei SS. Giorgio ed Elisabetta (inseriti nell'elenco dei beni alienabili), gradita alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia come possibile finanziatrice o co-finanziatrice del recupero dei medesimi; e la prospettiva, già peraltro tramontata, di destinazione turistico-ricettiva dei complessi di San Lorenzo e di Santa Maria delle Grazie – ha concluso la tavola rotonda. Nell'intervento risulta recepita dal Sindaco con interesse, e con aperture possibiliste, la proposta avanzata da Maria Cristina Masdea di destinare l'ex-chiesa di San Lorenzo come museo delle sculture di Marino Marini, qualora ciò sia fattibile.
Infatti – è la nostra postilla – ciò dovrebbe prima comportare la sistemazione definitiva del problema della doppia proprietà del complesso di San Lorenzo, di cui il Comune di Pistoia possiede solo il fabbricato (fatiscente) del convento, e il Demanio l'ex-chiesa, dal restauro incompleto, dove dovrebbe essere trasferito eventualmente il Museo Marino Marini.
Peraltro, a quanto è stato constatato come risultato statistico dell'apertura complessiva del San Lorenzo, i visitatori sono stati, nell'intera giornata, circa 700, con prevalenza di nuclei familiari.
La scheda orientativa, con notizie essenziali distribuite per le visite dei due complessi di San Lorenzo e di Santa Maria delle Grazie dai giovani del FAI-MARATHON, era dedicata all'elemento unificante: San Lorenzo: la piazza dei monasteri dimenticati.

sabato 15 ottobre 2016

TAVOLA ROTONDA IN PALAZZO COMUNALE E VISITA GUIDATA AL COMPLESSO CONVENTUALE DI SAN LORENZO A PISTOIA


Pistoia, Palazzo Comunale, Sala Maggiore
Domenica 16 ottobre 2016 (10.00 – 12.30)
LA CHIESA E IL CONVENTO DI SAN LORENZO
UN MONUMENTO PER LA CITTA’ DI PISTOIA
La proposta del Fondo Ambiente Italiano – Gruppo FAI Giovani di Pistoia e Delegazione FAI di Prato e Pistoia - di dedicare il consueto appuntamento della giornata nazionale FAI Marathon al complesso di San Lorenzo, aprendo ai visitatori, ai turisti e ai cittadini pistoiesi sia l’ex chiesa che la parte conventuale, costituisce una irrinunciabile sollecitazione per riflettere insieme sulle condizioni di conservazione e sulle possibili prospettive di uso e di valorizzazione di questo monumento.
A partire dalla soppressione post-unitaria il complesso è rimasto sostanzialmente escluso alla disponibilità della città di Pistoia, nonché dei visitatori e degli studiosi, tranne alcune episodiche aperture e nonostante l’importanza della sua struttura architettonica e della decorazione pittorica.
La giornata è dunque l’occasione per mostrare a tutti sia la bellezza di questo complesso sia recenti studi sulla ex chiesa, e costituisce al tempo stesso l’occasione per un dialogo aperto tra amministratori, architetti, studiosi, docenti, associazioni di cittadini, e soprattutto con tutta la città,
che consenta di prefigurare le forme con le quali l’eccezionale patrimonio artistico che connota la città storica possa continuare a svolgere la sua funzione di risorsa culturale e –perche no?- economica, nella costruzione del nostro futuro.
Intervengono alla tavola rotonda:
Samuele Bertinelli, Sindaco di Pistoia
Andrea Pessina, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio
Andrea Bartolini, Responsabile del Gruppo FAI Giovani di Pistoia
Laura Rovellotti Bonafede, Responsabile per Pistoia della Delegazione FAI di Prato e Pistoia
Elisa Spilotros, Direzione Servizio Governo del Territorio e Edilizia Privata, Comune di Pistoia
Maurizio De Vita, Università degli Studi di Firenze
Pietro Ruschi, Università degli Studi di Pisa
Michele Paradiso, Università degli Studi di Firenze
Lucia Gai, Giuliano Feola, Cristina Cerrato, Associazione ‘Pistoia città di tutti’
Gianluca Chelucci, Touring Club Italiano
Maria Cristina Masdea, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio
Valerio Tesi, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio
In occasione della giornata, il complesso di San Lorenzo sarà aperto ai visitatori, accompagnati nella visita dai giovani del FAI, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (Pistoia, Piazza San Lorenzo).
L’apertura è resa possibile dalla collaborazione tra FAI, Comune di Pistoia e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.

martedì 20 settembre 2016

TRILOGIA D'AUTUNNO


In occasione dell'evento "Pistoia capitale italiana della cultura 2017", l'Associazione di volontariato culturale "Pistoia città di tutti" ha voluto offrire un suo contributo preliminare, sviluppato in quattro incontri, sul tema: I Puccini promotori d'arte e di cultura fra Settecento e Ottocento.
L'iniziativa, condotta col patrocinio del Comune di Pistoia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e in collaborazione con la Biblioteca Comunale Forteguerriana, con il Museo Civico di Pistoia, con l'Unità Operativa Musei e Beni Culturali del Comune di Pistoia, Servizio Educazione e Cultura, e con gli Istituti Raggruppati di Pistoia, col supporto operativo del Centro Comunitario di Casalguidi di Pietro Perelli e dell'Editore Nilo Benedetti (Settegiorni), prevede quattro appuntamenti:






lunedì 1 agosto 2016

Prospettive per Pistoia "capitale italiana della cultura 2017"


Proposte, riflessioni, puntualizzazioni, critiche costituiscono un repertorio finora già assai nutrito su tale occasione offerta a Pistoia nel prossimo anno: da cui comunque tutti si aspettano, con l'acquisita nuova visibilità anche mediatica, un positivo ritorno anche economico e sociale.
La "cultura" – in questi tempi di crisi generalizzata a livello nazionale, che fa sentire i suoi pesanti riflessi anche a livello locale – in quanto elemento di forza da spendere con iniziative mirate, pare oggi il solo volano anche economico che consenta auspicabili, ulteriori opportunità. La "valorizzazione" dei Beni Culturali italiani passa oggi, secondo gli orientamenti dell'attuale governo, dalla prospettiva di vendite e privatizzazioni, per fare cassa, di consistenti e importanti parti del patrimonio pubblico, spesso da molto tempo degradato e in abbandono. Fa parte di questo orientamento anche la nuova concezione 'economicistica' dei grandi musei, da trasformare rapidamente (anche attraverso un cambio radicale della relativa dirigenza) in organismi da amministrare secondo i criteri imprenditoriali del profitto.
In qual modo anche Pistoia si trovi sottoposta alle angustie della mancanza dei necessari fondi pubblici, sottratti dai "tagli" sempre più consistenti e dalle radicali mutazioni istituzionali nel governo del territorio, è da tempo sotto gli occhi di tutti. Anche a Pistoia una consistente porzione del pregiato patrimonio architettonico monumentale risulta attualmente posta sul mercato. Insieme a pregevoli complessi medioevali e rinascimentali in cattivo stato (il convento di San Lorenzo, i monasteri di Santa Maria delle Grazie e dei SS. Giorgio ed Elisabetta, il conservatorio delle Crocifissine) e allampio fabbricato settecentesco delle Leopoldine, attiguo alla Biblioteca Comunale Forteguerriana e ormai fatiscente, fanno parte dell'elenco degli edifici pubblici in vendita anche costruzioni importanti già restaurate in vista di un uso da parte degli uffici comunali, come la villa Baldi Papini, il complesso degli "ex-macelli" e, ultimamente, il palazzo dell'ex-Previdenza Sociale, poi Prefettura, in piazza del Duomo.
La decisione, coperta da un clamoroso silenzio da parte degli organi di informazione e passata senza alcun dibattito pubblico (se si eccettua quello organizzato dall'Associazione "Pistoia città di tutti" lo scorso 15 settembre 2015, in occasione della presentazione, con l'intervento dell'autore, del libro Privati del patrimonio di Tomaso Montanari) porterà, dati i tempi, ad una svendita degli immobili ancora utilizzabili dalla speculazione edilizia e ad un sicuro abbandono e alla perdita degli altri, il cui restauro, troppo oneroso rispetto ai possibili utili, non è conveniente per chi è in cerca di business.
Le scelte compiute da chi, in Pistoia, è ancora in grado di destinare risorse economiche (peraltro con criteri che sfuggono talvolta alla trasparenza) per il recupero e la valorizzazione di un patrimonio artistico-monumentale e culturale sempre più allo sbando, hanno portato negli ultimi tempi a nuova vita alcune delle piccole chiese medioevali della città (di cui San Iacopo in Castellare e San Salvatore sono tuttora in restauro); meritoriamente si è impedito il degrado di importanti opere d'arte (basti ricordare il monumentale Crocifisso di Coppo di Marcovaldo e di suo figlio Salerno, in cattedrale); annualmente sono finanziate iniziative per la “cultura” da una nota Fondazione bancaria, d'intesa con le pubbliche amministrazioni, come "Leggere la città" e "Dialoghi sull'uomo", che danno un rilievo extra-territoriale a Pistoia.
Luci ed ombre segnano la configurazione di questa città, che presenta, insieme con realizzazioni positive, notevoli carenze e criticità ancora irrisolte dal punto di vista infrastrutturale e dei servizi “culturali”. Basti pensare alle difficoltà in cui si dibattono certi istituti scolastici dotati di sedi inadeguate e carenti anche di quanto la legge prescrive per la sicurezza; basti pensare allo sdoppiamento – complessivamente non funzionale per gli studi e la ricerca – del servizio bibliotecario comunale, con la separazione della Biblioteca Comunale Forteguerriana dalla nuova Biblioteca San Giorgio; basti pensare alla radicale inadeguatezza della sede concessa dal Comune di Pistoia all’Archivio di Stato. Basti pensare anche alle tante chiese della città, pregevolissime per le pitture e le altre opere d'arte che contengono, alcune delle quali ben restaurate di recente, che restano chiuse sostanzialmente per la mancanza di un progetto di utilizzo.
Una lungimirante capacità progettuale manca tuttora, nonostante gli impegni e gli sforzi fatti dalle pubbliche amministrazioni per migliorare la vivibilità e la qualità della vita entro la nostra città.
Lo sguardo degli urbanisti e dei programmatori pare si sia finora rivolto quasi esclusivamente all'interno di questa realtà sociale, trascurando di mettere a punto un nuovo modello di presenza regionale da individuare per Pistoia. Giustamente lo sottolinea Andrea Paci (in “Palomar”/2 del febbraio-marzo 2016, p. 8): ma è tempo di superare l'ormai invecchiato ruolo che la città era destinata ad avere, ai margini della conurbazione 'metropolitana' facente capo a Firenze.
È questa l'occasione per ripensare il ruolo regionale di Pistoia, entro un'area che va ridisegnata in funzione delle proprie potenzialità e delle attrattive da mettere oculatamente a frutto.
La qualità della “cultura” prodotta in Pistoia potrà avvalersene, per la maggiore chiarezza sulle reali necessità infrastrutturali in base al suo ruolo: di fronte alle quali ogni decisione di investimenti economici potrà trovare le sue priorità, con una esemplare capacità di porsi come testimonianza di buona destinazione e gestione delle risorse disponibili.

  Lucia Gai, Associazione "Pistoia città di tutti"

venerdì 1 luglio 2016

"Cultura" a Pistoia

Già in molti si sono espressi sul ruolo di Pistoia come "capitale italiana della cultura 2017". Diversi hanno sottolineato come l'evento possa essere occasione di una nuova visibilità mediatica e offrire anche importanti opportunità per valorizzarne le non poche potenzialità e attrattive. Altri, contestualmente, non hanno mancato di indicarne anche le numerose criticità, soprattutto economico-sociali e infrastrutturali.
Pistoia, anche a questo appuntamento, si presenta con caratteri contraddittori e antitetici, non smentendo il suo tradizionale carattere.
La "quieta dolcezza" di "una città tra le più belle" (Tomaso Montanari, "La Repubblica", 27 gennaio 2016) nasconde in sé infatti, quasi con pudore, le "sue ferite", le gravi carenze di prospettive nel sociale e nel lavoro (Massimiliano Filippelli, "La Vita", 7 febbraio 2016), ma anche il pesante riflesso di una crisi generalizzata che si fa sentire nella nostra nazione. Essa incide anche sulla "cultura”: sui servizi di formazione scolastica (messi in difficoltà da sedi inadeguate e da mancanza di risorse), sulle istituzioni preposte alla conoscenza e alla ricerca come biblioteche, musei, archivi presenti nella nostra città. Essa incide anche sul patrimonio edilizio storico-monumentale di Pistoia, parte del quale risulta attualmente messo sul mercato, nel silenzio generale della pubblica opinione.
Una sola iniziativa, lo scorso 15 settembre 2015, organizzata come pubblico dibattito sul tema della gestione dei Beni Culturali da parte dello Stato, a cura dell'associazione "Pistoia città di tutti", ha dato occasione a Tomaso Montanari, studioso e pubblicista conosciuto a livello nazionale, di affrontare apertamente la questione.
La configurazione stessa della città, come ambiente noto ai percorsi dei suoi cittadini, si va restringendo nel momento in cui coni d'ombra destinano all'assenza e al silenzio un numero sempre più ampio di edifici monumentali di pregio abbandonati e degradati.
Pistoia sta cambiando rapidamente volto, anche per le nuove allocazioni funzionali entro spazi urbani edificati che si sono liberati (vedi l'area del Ceppo) ed a causa delle spinte centrifughe dovute alle scelte delle ultime amministrazioni comunali (Scarpetti/Berti) circa le aree della ex-Breda e alla nuova ubicazione dello spedale San Iacopo, a sud dell'antico centro urbano.
Gli inevitabili squilibri si sono riflessi nello stesso tessuto della città, portando ad una desertificazione di alcune zone e ad una eccessiva concentrazione di interessi commerciali entro i fragili spazi del centro, irrimediabilmente interessati ad una saturazione chiassosa e incontrollata da parte di presenze temporanee, che ne consuma e degrada la qualità ambientale.
Il cuore antico di Pistoia non è, come ha detto l'attuale sindaco, il cuore di una città "a passo d'uomo, dalle antiche origini contadine" ("La Repubblica" – Firenze, 28 gennaio 2016), parafrasando una nota 'definizione' coniata durante il regime fascista (Pistoia come "terra di contadini e di artigiani", che tali dovevano restare, 'logo' eloquente riprodotto in "Palomar"/2 del febbraio-marzo 2016, p. 12).
Pistoia, centro urbano posto su importanti itinerari trans-regionali, ha avuto una storia legata ai commerci fin dall'alto medioevo, e nella prima età comunale è stata fiorente come luogo d'incontro – lungo vie che erano divenute anche vie di pellegrinaggio – di culture e popoli diversi. L'apertura agli orizzonti europei, che l'hanno resa ricca e importante durante il Medioevo, è poi venuta meno sotto la dominazione fiorentina e medicea. Gli imprenditori economici si sono trasformati in nobiltà di possidenti e di cortigiani; i membri emergenti del commercio si sono rinchiusi entro limitati interessi di bottega, al servizio dei potenti locali; i suoi straordinari artigiani hanno perso forza e autonomia adattandosi a lavori salariati.
Tuttora la configurazione economica del centro cittadino, pur messa in crisi dall'attuale situazione, è determinata in modo prevalente dai commercianti e dagli addetti ai servizi di ristorazione.
Più volte e con insistenza da parte di queste categorie, rappresentate nel "Centro Commerciale Naturale", sono state richieste iniziative "culturali", che le pubbliche amministrazioni avrebbero dovuto promuovere con continuità, per consentire l'afflusso, nel centro ormai asfittico, di visitatori, curiosi e turisti.
La città 'bottegaia' ha necessità di una "cultura" usa-e-getta, di una "cultura" non importa di quali contenuti, purché sia in grado di richiamare facilmente clienti e avventori. Questa città, incurante di ogni altro aspetto del problema "cultura" a Pistoia, si è battuta per ottenere ovunque traffico e parcheggi, perché i visitatori potessero arrivare fin sulla soglia degli esercizi commerciali con i loro veicoli. Opportunamente l'attuale sindaco ha promosso e cercato di attuare la visione di un'altra città, una città "di tutti", che trovasse il giusto equilibrio fra le sue varie componenti, e soprattutto che consentisse una vita di relazione più naturale e umana, con spazi accoglienti e giardini non assediati dall'inquinamento: dato che la conformazione urbana di Pistoia lo consente ancora.
Altri squilibri "culturali" Pistoia finora non ha saputo mediare: come il 'contemporaneismo' a oltranza che, negli ultimi tempi soprattutto, ha messo in secondo piano i magnifici capolavori d'arte di cui il Medioevo ci ha arricchito e per cui Pistoia è nota all'estero. Musei ed esposizioni d'arte contemporanea sono stati privilegiati, proseguendo anche la riproposizione della lettura di preziosi ambienti, esterni ed interni, in associazione ad opere di scultori del nostro tempo, in stridente, voluto contrasto, anche per le grandi dimensioni, rispetto ad un contesto dotato di un proprio, inimitabile carattere.
In questi tempi di crisi, di cui soprattutto risente ciò che (a torto) è considerato superfluo o inessenziale, come in primo luogo la "cultura", che secondo un uomo politico "non si mangia", chi ancora investe risorse economiche in tale settore, per ottenerne quanto meno un importante ritorno di immagine – come banche, fondazioni, gruppi industriali – è portato quasi inevitabilmente ad indurne una distorsione, dato che di solito vengono penalizzati i contributi di studiosi e ricercatori locali talvolta privi di lustro accademico o di visibilità mediatica. Si preferisce infatti ricorrere – come in una recente collana dedicata dal Museo Civico di Pistoia al patrimonio artistico/monumentale pistoiese – a personaggi noti dell’ambiente universitario, in grado di conferire, con la stessa personale partecipazione, importanza e prestigio ai programmi prescelti.
È questo il caso di un molto famoso conoscitore d'arte, invitato a Pistoia lo scorso 21 maggio di quest'anno, per formulare il suo parere sulle prospettive che si sarebbero potute aprire per Pistoia come "capitale italiana della cultura 2017". Circondato da clamore mediatico e da numeroso seguito di persone ivi compreso il sindaco, dinanzi ad una numerosissima platea ha espresso l 'opinione che l'elemento di richiamo per una città mediamente dotata come e forse meno di molte altre in Italia potesse essere una grande mostra "sulla civiltà barocca", a cominciare dalla collezione Bigongiari (di proprietà della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia). Ma tale personaggio ammetteva di non conoscere Pistoia, ("La Nazione", 22 maggio 2016, cronaca di Pistoia).
Non vorremmo che l’occasione di questo importante focus che si accenderà l'anno prossimo sulla nostra città, portando senza dubbio ad una più ravvicinata conoscenza di essa, inducesse a privilegiare soprattutto iniziative di grande impatto mediatico (e quindi capaci di richiamare turisti, visitatori, curiosi, e conseguentemente anche buoni guadagni per gli operatori economici del centro storico), sostanzialmente effimere o per pochi eletti, ma non destinate a lasciare un beneficio durevole per l'intera comunità.
Vorremmo piuttosto che si riuscisse a mettere a fuoco due fondamentali punti di forza per Pistoia. Il primo (da cui dipendono poi tutte le iniziative da intraprendere al suo interno, e l'utilità stessa degli stanziamenti economici) dovrebbe essere il ripensamento del suo ruolo –economico, ma anche sociale e culturale – entro la realtà della regione toscana, superando quello, ormai invecchiato, di centro marginale nella conurbazione 'metropolitana' facente capo a Firenze: come giustamente suggerisce Andrea Paci (“Palomar"/2 del febbraio-marzo 2016, p. 8). Il secondo potrebbe essere un nuovo 'stile’ nel mettere a punto progetti, determinanti per la città, di recupero e nuova funzionalizzazione di parti del patrimonio pubblico, e di investimento programmato nei servizi culturali e infrastrutture urbane, con il concorso di pubbliche istituzioni sia laiche che religiose, di investitori di capitali, degli stessi rappresentanti del mondo pistoiese degli studi e della ricerca: perché Pistoia possa, nella trasparenza democratica delle sue scelte, porsi come esempio positivo di buona gestione delle risorse.

giovedì 28 gennaio 2016

Pistoia Capitale della Cultura 2017, si apre il dibattito:

la Repubblica 27 gennaio 2016



la Repubblica 28 gennaio 2016

"Pistoia è una città a passo d'uomo, intendiamo produrre conoscenza, non apparenza"

L'intervento del primo cittadino della città toscana nominata Capitale italiana della cultura 2017